Home arrow FORUM arrow Villarosaarrow Storyboard - Villarosa nei documenti e nelle immaginiarrow Cultura, Costume e Società
sabato 19 maggio 2012
Benvenuto! Accedi o registrati.
19 Maggio 2012, 18:18:21

Accesso con nome utente, password e durata della sessione
Ricerca:     Ricerca avanzata

33.273 Messaggi in 2.242 Discussioni da 859 utenti
Ultimo utente: giuseppe
* Indice Aiuto Ricerca Accedi Registrati
+  Forum - Villarosani.it
|-+  Villarosa
| |-+  Storyboard - Villarosa nei documenti e nelle immagini (Moderatore: Rommel)
| | |-+  Cultura, Costume e Società
0 utenti e 1 Utente non registrato stanno visualizzando questa discussione. « precedente successivo »
Pagine: [1] Vai giù
Stampa
Autore Discussione: Cultura, Costume e Società  (Letto 1667 volte)
osvaldo

Gruppo: Villarosano DOC
*

Posizione: Bivio Kamut
Stato: Scollegato Scollegato

Messaggi: 228


« inserita:: 17 Marzo 2008, 22:22:29 »

                            Granni Ddi quant’è rranni sta Tàlia…”
Quand’ero ragazzo si sentiva spesso usare in senso ironico e in contesti non propriamente geografici, una frase di cui non afferravo a pieno il senso: “Granni Ddi quant’è rranni sta Tàlia…”.
Io che ero particolarmente interessato agli studi di geografia, perché da piccolissimo avevo seguito sulle cartine le vicende della guerra, credevo che l’ironia si riferisse alla scarsa consistenza in fatto di estensione della nostra patria, che pur essendo terra d’Eroi, Santi e Navigatori, risultava piccola sul planisfero rispetto a colossi come USA, URSS, Cina, Australia…
Finchè un giorno sentii la frase completa, con l’aggiunta: “Ìiu a l’Armèna e sempri Tàlia ièra”.Capii allora che ci doveva essere un significato recondito che mi sfuggiva. Chiesi spiegazione a mio padre che mi illuminò sommariamente sul candido stupore di quel villarosano dell’ ‘800; con gli anni e gli studi maturai e penetrai più a fondo nella mentalità dei siciliani del passato.
Su tale espressione ci si rideva sopra in pieno ‘900, ma ottanta anni prima la situazione era ben diversa e i nostri nonni si trovarono ad assistere ad un evento tanto improvviso quanto incomprensibile: l’Unità d’Italia.
Il nuovo Stato per il popolo siciliano fu un’entità astratta, lontana dai problemi della sua quotidianità, fatta principalmente di bisogni primari.
Può sembrare un’assurdità tanta ignoranza, quasi generalizzata, del popolo meridionale, ma già alcuni decenni prima, ai tempi delle rivolte dei liberali napoletani che chiedevano la Costituzione, il grosso della popolazione non sapeva nemmeno cosa fosse l’oggetto della richiesta.
I realisti a loro volta per evitare che il popolo facesse causa comune coi rivoltosi, lasciavano intendere che la Costituzione era proprio la loro Regina. Al che i sudditi affezionati ai loro regnanti, scandalizzati per tanta sfrontatezza, si tenevano lontani da quegli scriteriati senza ritegno e senza Dio.
Ritorno a un periodo più vicino a noi, 1943, con un episodio che mi fu raccontato tempo addietro da un mio collega della zona. Pochi giorni dopo lo sbarco a Gela un sottufficiale italo-americano, aveva chiesto  ad un vecchio contadino delle campagne di Niscemi quali fossero i paesi intorno alla zona, per un riscontro sulle carte topografiche in suo possesso. L’agricoltore collaborò attivamente e con dovizia di particolari, ma quando il militare gli chiese quali altre città c’erano al di là della linea dell’orizzonte, con candore rispose che non c’era più niente. 
Nessuna meraviglia quindi se un villarosano dei tempi dell’Unità avesse manifestato tale ignoranza dei fatti politici che si svolgevano intorno a lui, ma senza di lui.
In tempi in cui il centro della Sicilia era senza strade degne di questo nome e in cui i mezzi di trasporto erano gli animali o ci si muoveva a piedi, i contatti fra i vari paesi erano minimi e chi non aveva assoluta necessità di spostarsi passava la sua esistenza dov’era nato.
I coltivatori erano quasi i soli ad avere una certa necessità di movimento per via della compra-vendita di animali alle fiere del bestiame nei paesi vicini.
Il contadino aveva l’idea delle estensioni delle terre a salme; non sapeva uscire dall’idea di paese e di campagna, era quindi logico che si chiedesse quanto poteva essere grande questa Tàlia di cui sentiva tanto parlare.
Conosceva Santa Caterina, Castrogiovanni, Alimena, Calascibetta…e si chiedeva: - Ma questi paesi pure Tàlia sono?
Fu così che un villarosano, andato ad Alimena alla fiera della Maddalena, pochi mesi dopo la grande novità di Caribardu, si volle togliere l’incertezza su quanto fosse grande questa Tàlia e se pure quel paese si trovasse nella stessa situazione di Villarosa.
Tornando al paese rese nota a familiari ed amici la sua nuova straordinaria scoperta ed espresse pure la sua ingenua meraviglia  per la grandezza di questa nuova Tàlia che arrivava persino ad Alimena.
Tale scoperta di bocca in bocca arrivò agli orecchi di qualche borghese più smaliziato ed informato sui fatti politici che ci fece il suo personale “ricamino”.
Così quell’ingenua meraviglia della gente del popolo, di bocca in bocca e ridendoci sempre sopra, è arrivata fino a noi.
Registrato

Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me. Emanuele Kant
Zio d'America


Gruppo: Collaboratore
*

Posizione: A' Chiazza!
Stato: Scollegato Scollegato

Messaggi: 3.187


WWW
« Risposta #1 inserita:: 17 Marzo 2008, 23:02:29 »

Grazie osvaldo per questa delucidazione.
Non mi meraviglia affatto questa "ignoranza" se consideriamo le scarse vie e gli scarsissimi mezzi di comunicazione dell'epoca.
Quel che più mi rattrista è l'odierna ignoranza su temi storici quanto geografici.
Registrato



respica48

Gruppo: Utente
*

Posizione: A19 (130 Km/h)
Stato: Scollegato Scollegato

Messaggi: 6


« Risposta #2 inserita:: 17 Marzo 2008, 23:49:32 »

Solo ora che leggo l'intervento di Osvaldo mi ricordo che sentivo dire ogni tanto la prima parte della frase ai grandi quando volevano mettere in berlina qualcuno che ad esempio la sparava grossa o frasi simili. Per me la battuta era del tutto dimenticata. Grazie Osvaldo.
Registrato
tarzan


Gruppo: Villarosano DOC
*

Posizione: Bivio Kamut
Stato: Scollegato Scollegato

Messaggi: 397


« Risposta #3 inserita:: 18 Marzo 2008, 15:01:53 »

E' sempre un piacere leggere i tuoi interventi OSvaldo!!!

Grazie anche questa volta di cuore!!!
Registrato




shark


Gruppo: Amministratore
*

Posizione: Curva de' Miluna
Stato: Scollegato Scollegato

Messaggi: 832


« Risposta #4 inserita:: 18 Marzo 2008, 22:24:11 »

Grazie Osvaldo per aver trascritto questo adagio. Lo sentivo dire sempre a mio nonno
Registrato



proserpina


Gruppo: Villarosano DOC
*

Posizione: Bivio Kamut
Stato: Scollegato Scollegato

Messaggi: 349


« Risposta #5 inserita:: 18 Marzo 2008, 22:58:46 »

Grazie Osvaldo che come sempre attraverso i tuoi racconti ci fai riscoprire il nostro passato.... Applauso
 
Registrato
viacolvento

Gruppo: Utente
*

Posizione: A19 (130 Km/h)
Stato: Scollegato Scollegato

Messaggi: 23


« Risposta #6 inserita:: 19 Marzo 2008, 10:04:23 »

chiedo ad osvalto con gentilezza di volermi se è bene dire tradurre in Italiano le due precedenti frasi in dialetto ,la quale non riesco a capire ....talia mi sembra che significhi guardare .Dopo anni di lontananza da Villarosa a volte mi rende difficile decifrare il  linguaggio dialettettale.

Grazie
Registrato
proserpina


Gruppo: Villarosano DOC
*

Posizione: Bivio Kamut
Stato: Scollegato Scollegato

Messaggi: 349


« Risposta #7 inserita:: 19 Marzo 2008, 17:39:21 »

chiedo ad osvalto con gentilezza di volermi se è bene dire tradurre in Italiano le due precedenti frasi in dialetto ,la quale non riesco a capire ....talia mi sembra che significhi guardare .Dopo anni di lontananza da Villarosa a volte mi rende difficile decifrare il  linguaggio dialettettale.
Grazie

talìa significa guardare ma nella storia di Osvaldo sta per Italia.
se rileggi la storia adesso capirai meglio il significato
buona lettura e per qualsiasi dubbio chiedi pure
Registrato
il maestro


Gruppo: Il Maestro
*

Posizione: Bivio Ferrarelle
Stato: Scollegato Scollegato

Messaggi: 1.314


« Risposta #8 inserita:: 20 Marzo 2008, 13:45:40 »

chiedo ad osvalto con gentilezza di volermi se è bene dire tradurre in Italiano le due precedenti frasi in dialetto ,la quale non riesco a capire ....talia mi sembra che significhi guardare .Dopo anni di lontananza da Villarosa a volte mi rende difficile decifrare il  linguaggio dialettettale.

Grazie

Non preoccuparti Viacolvento, in fondo.........domani....è un altro giorno.......         superlollazzo
Registrato

Talè!?!
cigliazza


Gruppo: Moderatore Globale
*

Posizione: Curva de' Miluna
Stato: Scollegato Scollegato

Messaggi: 896

U cani muzzica u strazzatu...


« Risposta #9 inserita:: 20 Marzo 2008, 17:05:40 »

Grazie osvaldo  Applauso Applauso Applauso

Non preoccuparti Viacolvento, in fondo.........domani....è un altro giorno.......         superlollazzo

Burlone d'un maestro....
Registrato

E respirando brezze che dilagano su terre senza limiti e confini (L.B.)
Pagine: [1] Vai su  
Stampa 
« precedente successivo »
Vai a:  

Powered by MySQL Powered by PHP Powered by SMF 1.1.4 | SMF © 2006-2007, Simple Machines LLC
Joomla Bridge by JoomlaHacks.com
XHTML 1.0 valido! CSS valido!
Pagina creata in 0.584 secondi con 20 interrogazioni al database.
 
© 2012 - Villarosani.it - Tutti i diritti riservati.
Termini e Condizioni d'uso  |  Lo-Fi version  |  Mobile version

Benvenuto in Villarosani.it, il primo portale per i villarosani. Se non sei villarosano sei comunque il benvenuto!
Comune di Villarosa (Provincia di Enna - EN) -C.A.P. 94010- dista 101 Km. da Agrigento, 29 Km. da Caltanissetta, 117 Km. da Catania, 20 Km. da Enna, alla cui provincia appartiene, 213 Km. da Messina, 141 Km. da Palermo, 165 Km. da Ragusa, 192 Km. da Siracusa, 240 Km. da Trapani. Il comune conta 6.162 abitanti e ha una superficie di 5.501 ettari. Sorge in una zona collinare, posta a 523 metri sopra il livello del mare. L 'attuale borgo nacque nel 1762 ad opera del nobile Placido Notarbartolo. Fu sempre centro economico molto attivo, in particolare nel XIX secolo quando vennero rese funzionanti numerose miniere zolfifere presenti su tutto il territorio. Nel settore dei monumenti è importante ricordare la Chiesa Madre del 1763 dedicata a S. Giacomo Maggiore. Rilevanti sono pure Il Palazzo S. Anna, il Palazzo Ducale e l'ex Convento dei Cappuccini entrambi del XVIII secolo.