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Autore Discussione: modi di dire villarosani...  (Letto 19502 volte)
annette


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« inserita:: 24 Aprile 2009, 17:56:08 »

Avete  mai sentito l'esclamazione?...
"C'HA FAZZU CUSTARI QUANTU A GERMANIA!"
La traduzione letteraria credo sia "GLIELA FARò PAGARE CARA!"
L'altro gg l'ho sentita per ben 5 volte da persone diverse non molto anziane, quindi ancora persistente nel linguaggio comune.
Mi sono chiesta cosa lega la Germania a questo modo di dire...
C' è qualcuno che lo sa?
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« Risposta #1 inserita:: 24 Aprile 2009, 18:16:10 »

Avete  mai sentito l'esclamazione?...
"C'HA FAZZU CUSTARI QUANTU A GERMANIA!"
La traduzione letteraria credo sia "GLIELA FARò PAGARE CARA!"
L'altro gg l'ho sentita per ben 5 volte da persone diverse non molto anziane, quindi ancora persistente nel linguaggio comune.
Mi sono chiesta cosa lega la Germania a questo modo di dire...
C' è qualcuno che lo sa?

Presumo che ,quantu a Germania significa  perche e grande. guarda qui!
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« Risposta #2 inserita:: 25 Aprile 2009, 00:11:51 »

Avete  mai sentito l'esclamazione?...
"C'HA FAZZU CUSTARI QUANTU A GERMANIA!"
La traduzione letteraria credo sia "GLIELA FARò PAGARE CARA!"
L'altro gg l'ho sentita per ben 5 volte da persone diverse non molto anziane, quindi ancora persistente nel linguaggio comune.
Mi sono chiesta cosa lega la Germania a questo modo di dire...
C' è qualcuno che lo sa?
Non ne sono certo al 100%, ma ritengo che l'espressione abbia un fondamento storico di grande importanza. La sconfitta del 1918 fu fatta pagare cara dai vincitori, che condannarono la Germania a pagare danni di guerra di portata inimmaginabile. Lascio immaginare solo qualcosa con questo esempio: l'inflazione era arrivata al punto che c'erano francobolli per impostare una semplice lettera di qualche miliardo di marchi. (da qualche parte in casa mia ce sarà ancora qualcuno della mia collezione di francobolli della mia prima giovinezza). La Germania quindi era in una crisi profonda, tanto che i vincitori si pentirono di essere stati così pesanti perchè da quella insostenibile situazione ebbe fortuna l'idea della rivincita che portò Hitler al potere. Da sottolineare che  mentre Mussolini ci arrivò chiamato dal Re, Hitler fu regolarmente eletto dal popolo che era disperato e e desideroso di rifarsi non solo dei sacrifici, ma anche dalla mortificazione subita. Il popolo italiano dovette essere stato colpito da tale situazione disperata perchè era un fatto di grande rilievo. Più avanti nei miei anni giovanili, sentivo ancora raccontare che le massaie andavano a fare la spesa portando con sè una sporta pienna di carta moneta e ritornavano solamente con qualcosa da mangiare! Tutto ciò non era fantasia, ma realtà vissuta al tempo dei nostri nonni, anche se succedeva in altro Stato, non troppo lontano da noi.
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« Risposta #3 inserita:: 25 Aprile 2009, 17:17:23 »

DIKTAT, cosi furono "chiamati" gli accordi di PACE che la Germania firmò alla fine del primo conflitto mondiale, sconfitta sui campi di battaglia e in crisi sul fronte interno, subì le condizioni poste dai francesi che volevano la "REVANCHE" sulla precedente guerra persa con i tedeschi.(1870-71).

La germani fu messa in ginocchio più di quanto non fosse, occupata nella regione della RUHR subì l'umilizione di un debito di guerra non saldabile,...................il resto l'ha scritto OSVALDO
La germania era sconfitta definitivamente ma i francesi non ascoltarono i suggerimenti alleati e imposero condizioni di resa impossibili da onorare, gettando cosi le basi per la nascita di un forte nazionalismo tedesco che condusse l'europa alla guerra 20 anni dopo.

tornando a VILLAROSA,

COSTATO QUANTO ALLA GERMANIA, dovrebbe essere tradotto cosi cioè ni custò quanto ni custò quantu a GERMANIA....

concordo con OSVALDO
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« Risposta #4 inserita:: 25 Aprile 2009, 19:56:18 »

Anch'io presumevo che il detto si riferisse alla guerra ma le vostre delucidazioni sn state veramente esaustive...Un particolare ringraziamento ad Osvaldo Grande!
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« Risposta #5 inserita:: 26 Aprile 2009, 09:58:50 »

Io so che l'espressione citata da annette deriva dal fatto che la Germania dopo la sconfitta subita nella guerra del 1914-18 fu costretta a pagare un'ammenda (se così la si può definire), parecchio salata soprattutto in termini di denaro, .
A ciò si aggiunse la svalutazione del Marco tedesco, come scritto da osvaldo.

Porto un'altra tipica espressione locale: CASTìU DI DDì (castigo di Dio).

Viene comunemente usata per dar dello stupido.
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« Risposta #6 inserita:: 18 Maggio 2009, 18:45:41 »

Porto un'altra tipica espressione locale: CASTìU DI DDì (castigo di Dio).

Viene comunemente usata per dar dello stupido.


Confermo l'interpretazione; è esagerato scomodare Dio per così poco, ma è un'espressione prettamente ironica. Per quanto riguarda la dizione villarosana esatta si pronuncia: si' un castigu di Ddi! [con la g]


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« Risposta #7 inserita:: 19 Maggio 2009, 13:13:11 »

Confermo l'interpretazione; è esagerato scomodare Dio per così poco, ma è un'espressione prettamente ironica. Per quanto riguarda la dizione villarosana esatta si pronuncia: si' un castigu di Ddi! [con la g]

Mi scuso, ma la mia conoscenza del dialetto si basa molto (se non quasi esclusivamente.) su quello parlato a Villapriolo...
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« Risposta #8 inserita:: 19 Maggio 2009, 14:37:56 »

"MI CUSTA' N'UCCHIU O PINNA DI FICATU"
sul significato del detto ci siamo: "mi è costato molto!!!"
ma cosa c'entra l'occhio? o la "penna" di fegato?
Sn molto curiosa di leggere ancora una volta le vostre delucidazioni!!! Grazie e W la curiosità!!!
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« Risposta #9 inserita:: 19 Maggio 2009, 15:26:31 »

Mi scuso, ma la mia conoscenza del dialetto si basa molto (se non quasi esclusivamente.) su quello parlato a Villapriolo...

Non c'è niente di cui scusarsi. Riprendo il discorso, ora che mi sovviene, per aggiungere che nella vera sostanza il castigo di Dio era considerato l'handicappato che allora gravava solo ed esclusivamente sulla famiglia, che, se per di più povera, aveva in aggiunta una bocca da sfamare. L'ironia e la frecciatina velenosa rimangono intatte, fuori dal contesto originario del problema familiare che non fu mai sociale, come per fortuna lo è oggi.
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« Risposta #10 inserita:: 19 Maggio 2009, 19:43:54 »

botta di sale?
o qualcosa di simile che significato ? da dove nasce
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« Risposta #11 inserita:: 19 Maggio 2009, 23:17:47 »

botta di sale?
o qualcosa di simile che significato ? da dove nasce

La battuta originale dovrebbe essere una maledizione: "Botta di sangu", ma in casi di carattere familiare o scherzoso si parla sì di botta, ma di sale: cioè di una sostanza innocua.
C'è sempre un disappunto, una rabbia, ma di poco conto. Al contrario la prima augura una trombosi, un infarto e tutte quelle brutte cose collegate alla salute in modo addirittura letale.
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« Risposta #12 inserita:: 19 Maggio 2009, 23:33:13 »

"MI CUSTA' N'UCCHIU O PINNA DI FICATU"
sul significato del detto ci siamo: "mi è costato molto!!!"
ma cosa c'entra l'occhio? o la "penna" di fegato?
Sn molto curiosa di leggere ancora una volta le vostre delucidazioni!!! Grazie e W la curiosità!!!

L'espressione più esatta è: "Mi custà quantu n'ucchiu da testa!" Ed è comprensibile: cosa c'è più importante della vista, fra i cinque sensi?
Altre espressioni: "Mi custà un papatu [in antico il papato era grande potenza politica oltre che religiosa]" - "Mi custà quantu na chitarra": ai tempi che furono le chitarre costavano molto e si guadagnava poco, lo stretto necessario per non morire.
Confesso che non conoscevo quella della penna di fegato; ho fatto una brevissima indagine e mi risulta che esiste. La penna di fegato sarà un lobo dell'organo, che è l'unico che decurtato col tempo si riproduce.
W sempre la curiosità; non la lasciamo inaridire. Nella vita non si finisce mai d'imparare. Grazie a voi, ragazzi.
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« Risposta #13 inserita:: 17 Febbraio 2010, 18:39:57 »

Papà mi raccontava che ai suoi tempi per scongiurare il morso di  cani rabbiosi si invocava la protezione di San Vito (che viene raffigurato sempre con una palma e uno o due cani ai piedi):

"Santu Vitu, Santu Vitu sitte vote ti lu dicu ca c'è un cani ca mi voli muzzicari - Ganga di cira, filu filato, fermati cani che t'aiu ligatu."

L'avevo scritta sul Muro e a Vinz era piaciuta, chiedendomi l'origine. Così ho provato a cercare in rete, in effetti tutte le fonti sono generalmente concordanti, come in Wikipedia, secondo cui il giovane San Vito martire è protettore degli epilettici e dei danzatori (per affinità con una forma di encefalite che causa tremori incontrollabili e tic, ballo di San Vito) e secondo una leggenda originaria di Regalbuto San Vito era stato invocato da alcuni pastori perchè dei cani avevano aggredito il figlioletto e il Santo l'aveva riportato in vita, per questo si invoca la sua protezione contro i cani rabbiosi.
In Wikipedia è riportata un'altra versione della preghiera invocativa che non conoscevo: "Santu Vitu Santu Vitu, iu tri voti vi lu dicu vi lu dicu pi su cani ca mi voli muzzicari attaccatici lu mussu cu nu muccaturi russu attaccatici lu sciancu cu nu muccaturi iancu!"  Sicilia!

Mi domando se qualcuno si ricorda di questa invocazione a San Vito o se conoscete altri particolari in proposito.
(A proposito, grazie Vinz che hai stuzzicato la mia curiosità!)
 Ciao

Riferimenti:
http://www.santiebeati.it/immagini/Original/57300/57300AB.JPG
http://it.wikipedia.org/wiki/San_Vito
www.santiebeati.it/dettaglio/57300
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« Risposta #14 inserita:: 18 Febbraio 2010, 17:56:09 »

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