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| | |-+  Un paese e due mondi in opposizione, l'agricolo e lo zolfifero
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Autore Discussione: Un paese e due mondi in opposizione, l'agricolo e lo zolfifero  (Letto 5952 volte)
osvaldo

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« inserita:: 26 Maggio 2009, 22:47:07 »

Ho accennato più volte ai due mondi che esistevano in Villarosa; oggi le differenze esistono ancora, ma non c'è opposizione netta: convivono in serenità.
Voglio dare il via con due espressioni tipiche che vogliono dire la stessa cosa, ma da prospettive diverse.
Il contadino appariva più vicino ai principi religiosi, ma quando non ne poteva più, scatenava le rivolte come quella dei Fasci Siciliani, con in testa il ritratto del Re e la Croce di Cristo. Ciò non evitò che nella vicina S.Caterina e in tanti altri paesi, i soldati di Crispi, lasciarono per terra moltissimi cadaveri di "rivoltosi".
Gli zolfatai hanno fama d'essere più di testa calda perché si organizzarono sotto altri vessilli politici e sindacali.
Accanto ai "rribbillisti" ci sono i pavidi che non vogliono rischiare e si contentano del poco che hanno.
Il contadino che non vuole esporsi, risponde: "Nna paglia mi curcu!"
L'uomo delle miniere: "Panutti mpastu!
Molti anziani d'oggi anche se non hanno vissuto i tempi più antichi hanno sentito parlare di fatti che, se non stanno nei libri di storia, sono destinati a smarrirsi nei meandri dei dimenticatoi.
Facebook non ci arricchisce culturalmente e moralmente, la storia sì.
Se non mi potete aiutare almeno stimolate qualche ricordo che io ho raccattato di qua e di là.
Qualche giorno fa è venuto a mancare il signor Angelo Cardaci, zolfataio, che si documentava sui fatti più antichi ed aveva raccolto tante notizie inedite dal sig. Maniscalco Giacomo, un "galantuomo" di miniera che ho ben conosciuto nato sul finire dell' '800, di cui il più giovane Cardaci pubblicò qualche poesia, scritta col "sangue" e la polvere...
« Ultima modifica: 26 Maggio 2009, 22:52:24 da osvaldo » Registrato

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« Risposta #1 inserita:: 27 Maggio 2009, 19:05:19 »

sono daccordo al 100% sul valore della storia.

a tal proposito mi piacerebbe stimolare i tuoi ricordi sul ruolo del sindacato a inizio del XX secolo. Ovviamente a Villarosa dove l'associazione di lavoratori delle zolfare aveva un peso importantissimo.....anche politicamente............
« Ultima modifica: 27 Maggio 2009, 19:07:40 da Rommel » Registrato

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« Risposta #2 inserita:: 27 Maggio 2009, 22:08:41 »

sono daccordo al 100% sul valore della storia.

a tal proposito mi piacerebbe stimolare i tuoi ricordi sul ruolo del sindacato a inizio del XX secolo. Ovviamente a Villarosa dove l'associazione di lavoratori delle zolfare aveva un peso importantissimo.....anche politicamente............

Non che la vita dei siciliani prima dell'Unità d'Italia fosse splendida. Il nostro popolo viveva la sua esistenza con pochi diritti ma anche con pochi doveri. I Piemontesi ebbero il torto di imporre ai siciliani le loro regole e le loro tasse: servizio militare obbligatorio, tassa sul macinato, diluizione del debito nazionale nel Meridione, i cui conti prima dell'Unità erano in attivo. I politici locali per interesse personale sacrificarono il loro popolo e favorirono il piano governativo dell'industrializzazione del Nord. Quest prodotti venduti in Sicilia fecero crollare  (come oggi avviene coi prodotti asiatici) le piccole aziende familiari che non potevano di certo competere con i grossi capitalisti.  Quindi fuga verso il Nord di capitali con i quali si creavano prodotti che rivenduti in Sicilia dissanguavano la gracile economia: rastellavano credito a basso tasso e rivendevano le loro merci a prezzo non concorrenziale.  I politici lasciavano fare e i lavoratori avevano salari sempre minori con conseguente miseria che avanzava...
Quanto sto esponendo sembra collimare con la tesi sostenuta da  un utente qualche mese fa e di cui non ricordo in nick. Sono d'accordo fino ad un certo punto, perchè anche noi abbiamo le nostre colpe. Siamo sempre gli stessi: ci facciamo infinocchiare dai soliti populisti...Non dimentichiamo che siamo quelli del "Viva Franza viva Spagna basta ca se magna". [Spero di riprendere il discorso]
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« Risposta #3 inserita:: 02 Giugno 2009, 19:32:11 »

Citazione
..
Il contadino che non vuole esporsi, risponde: "Nna paglia mi curcu!"
L'uomo delle miniere: "Panutti mpastu!
..

per la serie "calati juncu ca passa la china"?  eheh
Come oggi!

Non cambierà mai niente?
Me lo chiedo spesso in questi giorni. Giorni in cui la stampa estera dipinge il nostro presidente e il nostro paese allo sbando... pericoloso!
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osvaldo

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« Risposta #4 inserita:: 02 Giugno 2009, 23:33:41 »

per la serie "calati juncu ca passa la china"?  eheh
Come oggi!

Non cambierà mai niente?
Me lo chiedo spesso in questi giorni. Giorni in cui la stampa estera dipinge il nostro presidente e il nostro paese allo sbando... pericoloso!

Quando avevo la tua età un anziano professionista di Villarosa, che per me fu maestro di democrazia,  un giorno mi disse:  "La nostra è una giovane democrazia ma fra 20 anni di certo le cose cambieranno. Ci vuole costanza e pazienza...." Ti confesso che quel traguardo mi sembrò esageratamente lontano... Ne sono passati 50 di anni e siamo dove siamo.
In quel tempo io e lui militavamo nelle file della Democrazia Cristiana. Io mi collocavo nell'area della sinistra dc. Un giorno mi disse: "Lei è un liberale e non lo sa" Non nascondo che ci sono rimasto male perchè allora il PLI era il referente della Confindustria. Ma il maturo amico non si riferiva al PLI del momento ma a quello di Pannunzio e della redazione della Rivista "Il Mondo", che io leggevo e mi sforzavo di capire. Ho capito le sue parole molti e molti anni dopo...
Resto sempre un democratico incallito, malgrado tutto.
Ho appena finito di rispondere ad un mio amico all'estero da più di 50 anni, che ha le stesse preoccupazioni per il nostro Paese che egli ha nel cuore forse più di noi.
Caro P., è proprio vero: niente di nuovo sotto il sole, ad Occidente e ad Oriente, perchè è sempre lo stesso sole che ci nutre.
Questo è il limite della democrazia: nessuno ha saputo trovare una forma di governo migliore. Platone suggeriva il potere dei filosofi, ma chi li controllerebbe? Anche loro sono nutriti dallo stesso sole...
... Quanto durerà? Io sono pessimista e preoccupato ad un tempo perchè le crisi portano le dittature: vedi comunismo, fascismo e nazismo.

Che fare? Avere fede e non mollare.
« Ultima modifica: 18 Dicembre 2009, 18:22:37 da osvaldo » Registrato

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