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Autore Discussione: Poesie... che m'incantano  (Letto 114669 volte)
lia


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« Risposta #105 inserita:: 04 Luglio 2007, 07:43:08 »

Allora un uomo ricco disse:
Parlaci del Dare.

E lui rispose:
Date poca cosa se date le vostre ricchezze.
È quando date voi stessi che date veramente.
Che cosa sono le vostre ricchezze
se non ciò che custodite e nascondete nel timore del domani?
E domani, che cosa porterà il domani al cane troppo previdente che sotterra l'osso nella sabbia senza traccia,
mentre segue i pellegrini alla città santa?
E che cos'è la paura del bisogno se non bisogno esso stesso?
Non è forse sete insaziabile il terrore della sete quando il pozzo è colmo?

Vi sono quelli che danno poco del molto che possiedono,
e per avere riconoscimento,
e questo segreto desiderio contamina il loro dono.
E vi sono quelli che danno tutto il poco che hanno.
Essi hanno fede nella vita e nella sua munificenza,
e la loro borsa non è mai vuota.

Vi sono quelli che danno con gioia e questa è la loro ricompensa.
Vi sono quelli che danno con rimpianto e questo rimpianto è il loro sacramento.
E vi sono quelli che danno senza rimpianto né gioia e senza curarsi del merito.
Essi sono come il mirto che laggiù nella valle effonde nell'aria la sua fragranza.
Attraverso le loro mani Dio parla,
e attraverso i loro occhi sorride alla terra.
È bene dare quando ci chiedono,
ma meglio è comprendere e dare quando niente ci viene chiesto.
Per chi è generoso, cercare il povero è gioia più grande che dare.

E quale ricchezza vorreste serbare?
Tutto quanto possedete un giorno sarà dato.
Perciò date adesso,
affinché la stagione dei doni possa essere vostra e non dei vostri eredi.
Spesso dite: "Vorrei dare ma solo ai meritevoli".
Le piante del vostro frutteto non si esprimono così né le greggi del vostro pascolo.
Esse danno per vivere, perché serbare è perire.

Chi è degno di ricevere i giorni e le notti,
è certo degno di ricevere ogni cosa da voi.
Chi merita di bere all'oceano della vita,
può riempire la sua coppa al vostro piccolo ruscello.
E quale merito sarà grande quanto la fiducia,
il coraggio, anzi la carità che sta nel ricevere?
E chi siete voi perché gli uomini vi mostrino il cuore,
e tolgano il velo al proprio orgoglio così che possiate vedere il loro nudo valore
e la loro imperturbata fierezza?

Siate prima voi stessi degni di essere colui che da
e allo stesso tempo uno strumento del dare.
Poiché in verità è la vita che da alla vita,
mentre voi, che vi stimate donatori,
non siete che testimoni.

E voi che ricevete – e tutti ricevete –
non permettete che il peso della gratitudine imponga un giogo a voi e a chi vi ha dato.
Piuttosto i suoi doni siano le ali su cui volerete insieme.
Poiché preoccuparsi troppo del debito è dubitare della sua generosità
che ha come madre la terra feconda,
e Dio come padre.


Kahlil Gibran

 

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« Risposta #106 inserita:: 08 Luglio 2007, 19:55:07 »

Chino sulle sere tiro le mie tristi reti
ai tuoi occhi oceanici.

Lì si distende e arde nel più alto fuoco
la mia solitudine che fa girare le braccia come un naufrago.

Faccio rossi segnali ai tuoi occhi assenti
che ondeggiano come il mare sulla riva di una faro.

Conservi solo tenebre, donna distante e mia,
dal tuo sguardo emerge a volte la costa del terrore.

Chino sulle sere getto le mie tristi reti
in quel mare che scuote i tuoi occhi oceanici.

Gli uccelli notturni beccano le prime stelle
che scintillano come la mia anima quando ti amo.

Galoppa la notte sulla sua cavalla cupa
spargendo spighe azzurre sul prato.

Pablo Neruda
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« Risposta #107 inserita:: 09 Luglio 2007, 08:14:29 »

Io sono certa


Io sono certa che nulla più soffocherà la mia rima,
il silenzio l'ho tenuto chiuso per anni nella gola
come una trappola da sacrificio,
è quindi venuto il momento di cantate
una esequie al passato.


Alda Merini
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« Risposta #108 inserita:: 09 Luglio 2007, 11:58:25 »

Ora
sono solo un sasso
gettato dal caso
in uno stagno,
avvolto da grovigli di erbe d'acqua
tenaci e caparbie quanto la gravità.
Ma sono stato anche
uccello;
di quelli che si avvitano veloci
oltre i confini della vista
fino al bianco puro della non materia,
candido come è candido
tutto ciò che non è.
Di tutte le occasioni mancate
di più
avrei voluto essere note,
mai scritte su un pentagramma
ma sparse nell'aria
in un ventaglio di suoni,
incatenate con un ritmo di colori,
scomposte e ricomposte
ogni volta
come meglio viene.

Patrizio Farnelli
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« Risposta #109 inserita:: 09 Luglio 2007, 12:02:28 »

Bella anche questa poesia, Rosmauro!

Ma dove li scovi tutti questi poeti, come questo a me sconosciuto?     Please!?
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« Risposta #110 inserita:: 09 Luglio 2007, 12:06:31 »


Ma dove li scovi tutti questi poeti, come questo a me sconosciuto?     Please!?

Ti inoltro il link: http://www.pensieriparole.it/

Fanne Buon uso
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« Risposta #111 inserita:: 09 Luglio 2007, 12:08:13 »

Un solo mare congiungerà molte mani,
Un solo cuore racchiuderà molti cuori,
ma prima che tutto ciò avvenga dovrete vedere attraverso un solo occhio.
La diversità è il maestro celeste che vi insegnerà l'univoca essenzialità della vita.
Seminate pazienza e raccoglierete compre

Cleonice Parisi
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« Risposta #112 inserita:: 09 Luglio 2007, 16:24:21 »

Grazie, Rosmauro   :-)  , per la segnalazione del sito suddetto!  Ne ho attinto or'ora.   

"Signò m'aita scusà... i' songo 'e fore;
'o saccio, nun capisco...sò cafone;
però vurria sapè ched'è sta confusione?
Sti strille, chesta gente...e chillu carruzzone.
E chilli tre guagliuni
miezo a lli guardie cu e fucile armate
ca 'e porteno 'ncatena ammanettate.

Chi songo? Tre assassini?
Tre briganti 'e via Nova?
Tre carnette 'e malaspina?
Chi songo... e ch'anno fatto?".

"Niente di tutto questo, amico caro,
sono tre ladri, come vedi è chiaro.
Li portano in prigione ammanettati,
perchè la Società li ha giudicati".

"S'avettano arrubbà nu miliardo,
che ssaccio... un patrimonio ... ".
"Un miliardo? No, non dir sciocchezze!
Rubaron, sì, ma delle frivolezza:
mi pare, da una sporta, qualche mela.
Il gioco non valeva la candela".

"Signó m'aita scusà... i' songo 'e fora;
lo saccio, nun capisco... sò cafone;
e quanto l'hanno date?
e quanto hanna scuntà?".

"Un anno e quattro mesi, se non sbaglio.
Infatti la facenda passò al vaglio
d'un giudice severo e molto irato,
perchè quel furto lo trovò aggravato".

" 'A faccia d' 'o saciccio!
E chesto è tutto?
Signò pe' quacche mela...
ma ch'erano presutte?"

"Io penso che prosciutti o non prosciutti
la legge è legge ed è ugual per tutti.
La Società esige la condanna,
per chi la buona fede altrui inganna".

"Ah sì! chesto è overo,
è santa verità;
la legge è legge e s'adda rispettà.
Signò, ma spisso 'o cane mozzeca 'o stracciato.

E quacche vota 'a legge putesse fà 'a cecata!
E mo m'aita scusà... i' songo e fora
e nun saccio parlà, ve l'aggio ditto già;
ma c 'o permesso vuoste, vurria sapè chi site".

"Ancora tu non m'hai riconosciuto?
Ma allora tu sei un socio sprovveduto".

"Signò, mo nun capisco...
che vò significà?
Sò addeventato socio?
'E quale società?"

"La Società Umana... quella nostra.
Tutti apparteniamo a questa giostra.
È Società simbolica,
libera e democratica».

"Ah no! Mi dispiace signor mio!
Chello ca i' penzo 'e vuie,
o sape sulo Ddio!
Umano avite ditto?

Allora nuie mannammo,
senza penzà, 'ngalera
a chi se more e famma?
Chesta è na fetenzia... nun è democrazia!

Spiegateme na cosa:
Chi ha fatto chesti leggi scustumate,
ca pe chi tene famma
a pena s'è aggravata?".

"Noi della Società demmo il mandato
col nostro voto a qualche deputato".

"Ma allora 'a colpa è 'a nosta?
Nuie aimma jì, 'ngalera!
Tenimmo 'a faccia tosta
e la coscienza nera.

'A famma 'o ssaje ched'è?
'Na brutta malattia:
da 'o fuoco a nu governo, te cagna 'a geografia,
pò scancellà na storia, distrugge 'a munarchia.

Pò capità 'e vedè 'ncopp' 'a na barricata,
chill'ommo a panza chiena
ca primma ha condannato,
cu na scuppetta 'mmano ca spara scuppettate!".

Totò           (Antonio De Curtis)
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« Risposta #113 inserita:: 09 Luglio 2007, 18:25:52 »

Vorrei...


Vorrei essere vento per poter volare via.
Senza pensieri, paure, ansie o angosce.
Libero: come il vento.
Vorrei essere pioggia per poter infondere gioia a coloro che non ne hanno nel cuore.
Senza il timore di aver fatto qualcosa di male, a qualcuno o a nessuno.
Senza parole: come la pioggia.
Vorrei essere il sole per poter riscaldare le persone a me più care col calore del mio cuore.
Senza l’angoscia o la paura di non aver riflettuto su quello che cambiava di me giorno in giorno.
Per fortuna sono me stesso e non ho bisogno di essere qualcun altro perché le persone che m’amano, mi vogliono bene per quello che il mio cuore può dar loro: io piaccio a loro e loro piacciono a me.
Questo è l’importante.
Dedicata a tutte le persone che mi amano.
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« Risposta #114 inserita:: 11 Luglio 2007, 07:38:08 »

La fontana malata

Clof, clop, cloch,
cloffete,
cloppete,
clocchette,
chchch...
È giù,
nel cortile,
la povera
fontana
malata;
che spasimo!
Sentirla
tossire.
Tossisce,
tossisce,
un poco
si tace...
di nuovo.
Tossisce.
Mia povera
fontana,
il male
che hai
il cuore
mi preme.
Si tace,
non getta
più nulla.
Si tace,
non s'ode
rumore
di sorta
che forse...
che forse
sia morta?
Orrore
Ah! No.
Rieccola,
ancora
tossisce,
Clof, clop, cloch,
cloffete,
cloppete,
chchch...
La tisi
l'uccide.
Dio santo,
quel suo
eterno
tossire
mi fa
morire,
un poco
va bene,
ma tanto...
Che lagno!
Ma Habel!
Vittoria!
Andate,
correte,
chiudete
la fonte,
mi uccide
quel suo
eterno tossire!
Andate,
mettete
qualcosa
per farla
finire,
magari...
magari
morire.
Madonna!
Gesù!
Non più!
Non più.
Mia povera
fontana,
col male
che hai,
finisci
vedrai,
che uccidi
me pure.
Clof, clop, cloch,
cloffete,
cloppete,
clocchete,
chchch...

Aldo Palazzeschi
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« Risposta #115 inserita:: 17 Luglio 2007, 07:23:54 »

La politica

: eza on
Ner modo de pensà c'è un gran divario:
mi' padre è democratico cristiano,
e, siccome è impiegato ar Vaticano,
tutte le sere recita er rosario;

de tre fratelli, Giggi ch'er più anziano
è socialista rivoluzzionario;
io invece so' monarchico, ar contrario
de Ludovico ch'è repubbricano.

Prima de cena liticamo spesso
pe' via de 'sti principî benedetti:
chi vò qua, chi vò là... Pare un congresso!

Famo l'ira de Dio! Ma appena mamma
ce dice che so' cotti li spaghetti
semo tutti d'accordo ner programma.




Trilussa
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« Risposta #116 inserita:: 17 Luglio 2007, 21:41:04 »

Io ti chiesi

Io ti chiesi perché i tuoi occhi
si soffermano nei miei
come una casta stella del cielo
in un oscuro flutto.

Mi hai guardato a lungo
come si saggia un bimbo con lo sguardo,
mi hai detto poi, con gentilezza:
ti voglio bene, perché sei tanto triste

HERMANN HESSE
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L’errore nasce sempre dalla tendenza dell’uomo a dedurre la causa dalla conseguenza.
Arthur Schopenhauer
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« Risposta #117 inserita:: 18 Luglio 2007, 12:06:46 »

In un cd ho trovato una mia vecchia poesia...! Spero ke vi piaccia!
La vita in Sicilia
La gioia nella terra siciliana:
Era quella degli agrumi e vigneti.
La vita della gente siciliana
Era lavorare duramente
Nelle miniere:
dove, lì, lasciava la vita molta gente.
Le donne dovevan accudire i propri figli
E lavorare in casa.
I bimbi giacavan felici senza capir nulla
Della guerra e della morte.
Ma questi tempi son passati
Grazie a Dio e ai soldati.
[/i]

Ferrigno Ester
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« Risposta #118 inserita:: 19 Luglio 2007, 14:36:42 »

Tacciono i boschi e i fiumi,
e'l mar senza onda giace,
ne le spelonche i venti han tregua e pace,
e ne la notte bruna
alto silenzio fa la bianca luna;
e noi tegnamo ascose
le dolcezze morose.
Amor non parli o spiri,
sien muti i baci e muti i miei sospiri.
Qual rugiada o qual pianto,
quai lagrime eran quelle
che sparger vidi dal notturno manto
e dal candido volto de le stelle?
E perché seminò la bianca luna
di cristalline stelle un puro nembo
a l'erba fresca in grembo?
Perché ne l'aria bruna
s'udian, quasi dolendo, intorno intorno
gir l'aure insino al giorno?
Fur segni forse de la tua partita,
vita de la mia vita?

Torquato Tasso
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« Risposta #119 inserita:: 22 Luglio 2007, 08:07:05 »

Canto Navajo


Fanciulla triste

Molti uomini esistono nel mondo,
ma uno solo mi è caro.
È buono, forte e coraggioso.
Mi aveva giurato amore eterno,
ma mi ha dimenticata.
Uno spirito malvagio
deve averlo cambiato
e io...
io altri non so amare se non lui
e aspetto.

« Ultima modifica: 22 Luglio 2007, 08:08:49 da lia » Registrato

CARPE  DIEM
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