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Autore Discussione: Poesie... che m'incantano  (Letto 114473 volte)
tarzan


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« Risposta #45 inserita:: 18 Giugno 2007, 15:58:44 »

Congedo del viaggiatore cerimonioso

Amici, credo che sia
meglio per me cominciare
a tirar giù la valigia.

Anche se non so bene l’ora
d’arrivo, e neppure
conosca quali stazioni
precedano la mia,
sicuri segni mi dicono,
da quanto m’è giunto all’orecchio
di questi luoghi, ch’io
vi dovrò presto lasciare.

Vogliatemi perdonare
quel po’ di disturbo che reco.
Con voi sono stato lieto
dalla partenza, e molto
vi sono grato, credetemi,
per l’ottima compagnia.

Ancora vorrei conversare
a lungo con voi. Ma sia.
Il luogo del trasferimento
lo ignoro. Sento
però che vi dovrò ricordare
spesso, nella nuova sede,
mentre il mio occhio già vede
dal finestrino, oltre il fumo
umido del nebbione
che ci avvolge, rosso
il disco della mia stazione.

Chiedo congedo a voi
senza potervi nascondere,
lieve, una costernazione.
Era così bello parlare
insieme, seduti di fronte:
così bello confondere
i volti (fumare,
scambiandoci le sigarette),
e tutto quel raccontare
di noi (quell’inventare
facile, nel dire agli altri),
fino a poter confessare
quanto, anche messi alle strette,
mai avremmo osato un istante
(per sbaglio) confidare.

Scusate. E’ una valigia pesante
anche se non contiene gran che:
tanto ch’io mi domando perché
l’ho recata, e quale
aiuto mi potrà dare
poi, quando l’avrò con me.
Ma pur la debbo portare,
non fosse che per seguire l’uso.
Lasciatemi, vi prego, passare. Ecco.
Ora ch’essa è
nel corridoio, mi sento
più sciolto. Vogliate scusare).

Dicevo, ch’era bello stare
insieme. Chiacchierare.
Abbiamo avuto qualche
diverbio, è naturale.
Ci siamo – ed è normale
anche questo- odiati
su più d’un punto, e frenati
soltanto per cortesia.
Ma, cos’importa. Sia
come sia, torno
a dirvi, e di cuore, grazie
per l’ottima compagnia.

Congedo a lei, dottore,
e alla sua faconda dottrina.
Congedo a te ragazzina
smilza, e al tuo lieve afrore
di ricreatorio e di prato
sul volto, la cui tinta
mite è sì lieve spinta.
Congedo, o militare
(o marinaio! In terra
come in cielo ed in mare)
alla pace e alla guerra.

Ed anche a lei, sacerdote,
congedo, che m’ha chiesto s’io
(scherzava!) ho avuto in dote
di credere al vero Dio.
Congedo alla sapienza
e congedo all’amore.
Congedo anche alla religione.
Ormai sono a destinazione.
 
Ora che più forte sento
stridere il freno, vi lascio
davvero, amici. Addio.
Di questo, son certo: io
son giunto alla disperazione
calma, senza sgomento.

Scendo. Buon proseguimento.

                                    Giorgio Caproni - 1959
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Silvana

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« Risposta #46 inserita:: 18 Giugno 2007, 16:26:55 »

BRAVO CALUZZO HAI SCRITTO DELLE BELLE FRASI  SUL NOSTRO PICCOLO E PIENO DI AMORE DEL NOSTRO PAESINO  BRAVO  E VIVA VILLAROSA  RESTERAI SEMPRE NEI  NOSTRI CUORI
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nephilem


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Dissoluta negligentia prope dolum est.


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« Risposta #47 inserita:: 18 Giugno 2007, 18:04:45 »

tra le tante poesie che ho letto in giro tra il web questa che pubblico mi ha colpito particolarmente!!!!!!




Io so bene che dentro la mia stanza
c'è un amico invisibile,
non si rivela con qualche movimento
né parla per darmi una conferma.

Non c'è bisogno che io gli trovi posto:
è una cortesia più conveniente
l'ospitale intuizione
della sua compagnia.

La sola libertà che si concede
è di essere presente.
Né io né lui violiamo con un suono
l'integrità di questa muta intesa.

Non non potrei mai stancarmi di lui:
sarebbe come se un atomo ad un tratto
si annoiasse di stare sempre insieme
agli innumerevoli elementi dello spazio.

Ignoro se visti anche altri,
se rimanga con loro oppure no.
Ma il mio istinto lo sa riconoscere:
il suo nome è Immortalità.
Emily Dickinson
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"Credo che gli amici siano angeli silenziosi
che ci aiutano a rimetterci in piedi
quando le nostre ali non si ricordano più
come si fa a volare"
lia


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« Risposta #48 inserita:: 19 Giugno 2007, 07:10:18 »

Grazie Tarzan, per la poesia citata di Giorgio Caproni!
 Non la conoscevo ancora, questa sua poesia, e me la sono copiata. 

 :-)
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« Risposta #49 inserita:: 19 Giugno 2007, 07:12:50 »

I tuoi figli non sono figli tuoi.


I tuoi figli non sono figli tuoi,
sono i figli e le figlie della vita stessa.
Tu li metti al mondo,
ma non li crei.
Sono vicino a te,
ma non sono cosa tua.
Puoi dar loro tutto il tuo amore,
ma non le tue idee.
Tu puoi dare dimora al loro corpo,
ma non alla loro anima,
perché la loro anima abita
nella casa dell’avvenire
dove a te non è dato entrare
neppure con il sogno.
Puoi cercare di somigliare a loro,
ma non volere che essi assomiglino a te,
perché la loro vita non ritorna
indietro e non si ferma a ieri.
Tu sei l’arco che lancia i figli verso il domani.

Kahlil Gibran                  (1883-1931)    da: “Il Profeta”


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La vita và vissuta fino in fondo.


« Risposta #50 inserita:: 19 Giugno 2007, 13:10:57 »

"Ci sono silenzi che costruiscono enormi castelli,
nelle nostre anime scosse; e noi raccogliamo in essi bauli
di parole, di emozioni, di doni mai offerti,
che finiscono o con l'incenerirsi al primo fuoco,
o con l'ammuffire, e coinvolgere nel loro decadimento
le mura intere."

Carlo Bramanti
 
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caluzzu


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DIO mi ama,alcuni esseri umani no.


« Risposta #51 inserita:: 19 Giugno 2007, 14:03:20 »

 LA MIA TERRA.Terra di conquista da tanti popoli, terra antica e di cultura, terra piena di sole e di mare.Luogo di unione di varie culture in cui visibile tante strutture.Oh!!Terra mia, quando violenza ai vissuto, dove tanta gente, la vita ha perduto.Terra di eroi e uomini di grande cultura, nascono in questa terra immersa dalla natura.Terra piena di ospitalita',che ogni visitatore gia'sa.Terra piena d'amore perche'qui la gente conosce il dolore .Ad ognuno voglio dire che in questa terra voglio morire.GANGI.
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« Risposta #52 inserita:: 20 Giugno 2007, 06:50:58 »

Padre, se anche tu non fossi il mio


Padre, se anche tu non fossi il mio
padre, se anche fossi a me un estraneo,
per te stesso ugualmente t’amerei.
Ché mi ricordo d’un mattin d’inverno
che la prima viola sull’opposto
muro scopristi dalla tua finestra
e ce ne desti la novella allegro.
Poi la scala di legno tolta in spalla
di casa uscisti e l’appoggiasti al muro.
Noi piccoli stavamo alla finestra.

E di quell’altra volta mi ricordo
che la sorella mia piccola ancora
per la casa inseguivi minacciando
(la caparbia aveva fatto non so che).
Ma raggiuntala che strillava forte
dalla paura ti mancava il cuore:
ché avevi visto te inseguir la tua
piccola figlia, e tutta spaventata
tu vacillante l’attiravi al petto,
e con carezze dentro le tue braccia
l’avviluppavi come per difenderla
da quel cattivo ch’era il tu di prima.

Padre, se anche tu non fossi il mio
padre, se anche fossi a me estraneo,
fra tutti quanti gli uomini già tanto
pel tuo cuore fanciullo t’amerei.
                                                 Camillo Sbarbaro

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« Risposta #53 inserita:: 20 Giugno 2007, 10:38:54 »

DEDICATA AD ASIA.           Asia, nome di terre lontane, se chiudo gli occhi mi fanno sognare,e sulle nuvole mi lascio trasportare,del mio viaggio tu sei la dea, i tuoi profumi mi fanno inebriare.M La mia terra pero`non posso dimenticare. CALUZZU     uscita fuori dal mio cervello.
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« Risposta #54 inserita:: 20 Giugno 2007, 11:58:11 »

Non camminare davanti a me,
potrei non seguirti;
non camminare dietro di me,
non saprei dove condurti;
cammina al mio fianco
e saremo sempre amici.


Anonimo cinese.

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Laetus deget cui licet in diem dixisse: vixi.
È felice chi, giorno per giorno, può dire: ho vissuto!

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La vita và vissuta fino in fondo.


« Risposta #55 inserita:: 20 Giugno 2007, 12:37:41 »

DEDICATA AD ASIA.           Asia, nome di terre lontane, se chiudo gli occhi mi fanno sognare,e sulle nuvole mi lascio trasportare,del mio viaggio tu sei la dea, i tuoi profumi mi fanno inebriare.M La mia terra pero`non posso dimenticare. CALUZZU     uscita fuori dal mio cervello.

CALUZZU COMINCIO A PREOCCUPARMI, MA CHE COSA HAI IN QUELLA TESTA  Braaavo! Buono!
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« Risposta #56 inserita:: 20 Giugno 2007, 13:22:49 »

DEDICATA AD ASIA.           Asia, nome di terre lontane, se chiudo gli occhi mi fanno sognare,e sulle nuvole mi lascio trasportare,del mio viaggio tu sei la dea, i tuoi profumi mi fanno inebriare.M La mia terra pero`non posso dimenticare. CALUZZU     uscita fuori dal mio cervello.

e bravo caluzzu  Buono!  Buono!  Buono!
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« Risposta #57 inserita:: 20 Giugno 2007, 18:15:28 »

AMERO`CHI MI AMA: Amero`chi mi ama,non amero`chi mi sfugge amero`colei che per me si distugge,e se una ragazza non mi vuole non moriro`di dolore,saro`felice, tirero`avanti perche`le ragazze sono tante.  Non so di chi e`e`mio figlio che me la passata.
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« Risposta #58 inserita:: 20 Giugno 2007, 22:23:21 »

DEDICATA AD ASIA.           Asia, nome di terre lontane, se chiudo gli occhi mi fanno sognare,e sulle nuvole mi lascio trasportare,del mio viaggio tu sei la dea, i tuoi profumi mi fanno inebriare.M La mia terra pero`non posso dimenticare. CALUZZU     uscita fuori dal mio cervello.

grazieeeee tantissimo per la poesia!!!!è stata per me una cosa inaspettata!!!!!bella veramente!!! Grande! Braaavo!
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L’errore nasce sempre dalla tendenza dell’uomo a dedurre la causa dalla conseguenza.
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« Risposta #59 inserita:: 22 Giugno 2007, 06:48:21 »

Le cose

Le monete, il bastone, il portachiavi,
la pronta serratura, i tardi appunti
che non potranno leggere i miei scarsi
giorni, le carte da giunco e gli scacchi,
un libro e tra le pagine appassita
la viola, monumento d'una sera
di certo inobliabile e obliata,
il rosso specchio a occidente in cui arde
illusoria un'aurora. Quante cose,
atlanti, lime, soglie, coppe, chiodi,
ci servono come taciti schiavi,
senza sguardo, stranamente segrete!
Dureranno piú in là del nostro oblio;
non sapran mai che ce ne siamo andati.

                                       di J.L. Borges
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