Home arrow FORUM arrow Villarosaarrow La storiaarrow modi di dire villarosani...
mercoledý 15 luglio 2020
Benvenuto! Accedi o registrati.
15 Luglio 2020, 04:18:43

Accesso con nome utente, password e durata della sessione
Ricerca:     Ricerca avanzata

33.087 Messaggi in 2.232 Discussioni da 1.437 utenti
Ultimo utente: niki
* Indice Aiuto Ricerca Accedi Registrati
+  Forum - Villarosani.it
|-+  Villarosa
| |-+  La storia (Moderatore: Rommel)
| | |-+  modi di dire villarosani...
0 utenti e 1 Utente non registrato stanno visualizzando questa discussione. « precedente successivo »
Pagine: 1 [2] Vai gi¨
Stampa
Autore Discussione: modi di dire villarosani...  (Letto 12248 volte)
osvaldo

Gruppo: Villarosano DOC
*

Posizione: Bivio Kamut
Stato: Scollegato Scollegato

Messaggi: 232


« Risposta #15 inserita:: 22 Febbraio 2010, 20:11:08 »



Ho raccolto questa invocazione che veniva fatta di notte quando i rumori del mondo sono sono rari e pi¨ facilmente distinguibili. Veniva ripetuta tre volte e accompagnata sempre da un Paternoster, un’ Avemaria e un Gloria Patri.
Alla fine si rimaneva in ascolto in silenzio per captare i suoni che giungevano all’orecchio: un ragazzo che canta in lontananza, un cane che abbaia, un voce pi¨ o meno chiara, … I vari segni avevano una interpretazione diversa: ad es. era considerato cattivo segno il rumore d’acqua buttata sulla strada.

Santu Vituzzu di Montirigali
a vustra serva v’ha vinutu a prigari;
haiu vinutu amica, cuscýna carnali;                     
li vustri tri canuzzi m’ha ta ddari:
unu ppa testa
unu ppo cori
e unu ppe pedi.
Ma t’ha dari un signali
cumu un cani livriri:
canuzzu c’abbaia,
gaddu ca canta
e rralogiu ca sona.


Registrato

Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me. Emanuele Kant
Chianu di giugnu


*

Posizione: A19 (130 Km/h)
Stato: Scollegato Scollegato

Messaggi: 29


« Risposta #16 inserita:: 05 Marzo 2010, 20:47:17 »

Questi versi sono vagamente familiari...
Sono interessanti perchŔ sicuramente appartengono alla tradizione popolare secondo cui determinati eventi naturali sono premonitori o legati alla superstizione contadina. Come il verso della civetta che porta malaugurio. In veritÓ la povera civetta non ha colpa. Essendo un rapace notturno, il suo verso si sente specialmente di notte e si riteneva un cattivo segno perchŔ, in passato, nelle abitazioni contadine il malato grave era vegliato tutta la notte a lume di candela , attirando la civetta nelle vicinanze. Siccome non c'era la possibilitÓ di curarsi come oggi, l'esito era spesso infausto.

A proposito di superstizioni popolari... in Sicilia esistevano? AVillarosa quali erano le pi¨ conosciute?

Ciao a presto!

 Oooh
Registrato

Stirru d'incapu...
Pagine: 1 [2] Vai su  
Stampa 
« precedente successivo »
Vai a:  

Powered by MySQL Powered by PHP Powered by SMF 1.1.4 | SMF © 2006-2007, Simple Machines LLC
Joomla Bridge by JoomlaHacks.com
XHTML 1.0 valido! CSS valido!
Pagina creata in 0.059 secondi con 21 interrogazioni al database.
 
© 2020 - Villarosani.it - Tutti i diritti riservati.
Termini e Condizioni d'uso  |  Lo-Fi version  |  Mobile version

Benvenuto in Villarosani.it, il primo portale per i villarosani. Se non sei villarosano sei comunque il benvenuto!
Comune di Villarosa (Provincia di Enna - EN) -C.A.P. 94010- dista 101 Km. da Agrigento, 29 Km. da Caltanissetta, 117 Km. da Catania, 20 Km. da Enna, alla cui provincia appartiene, 213 Km. da Messina, 141 Km. da Palermo, 165 Km. da Ragusa, 192 Km. da Siracusa, 240 Km. da Trapani. Il comune conta 6.162 abitanti e ha una superficie di 5.501 ettari. Sorge in una zona collinare, posta a 523 metri sopra il livello del mare. L 'attuale borgo nacque nel 1762 ad opera del nobile Placido Notarbartolo. Fu sempre centro economico molto attivo, in particolare nel XIX secolo quando vennero rese funzionanti numerose miniere zolfifere presenti su tutto il territorio. Nel settore dei monumenti è importante ricordare la Chiesa Madre del 1763 dedicata a S. Giacomo Maggiore. Rilevanti sono pure Il Palazzo S. Anna, il Palazzo Ducale e l'ex Convento dei Cappuccini entrambi del XVIII secolo.